| MACHIAVELLO | |
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| NOME | Machiavello |
| GIOCO ORIGINALE | Medieval 2 Total War |
| LINGUA ORIGINARIA | Italiano |
| FORUM UFFICIALE | LINK |
"Machiavello: Total War" è un mod strategico per Medieval 2 Total War completamente in italiano, creato da The Housekeeper, che aggiorna la mappa alla situazione storica di inizio quindicesimo secolo (1414, Concilio di Nicea). Si focalizza sul periodo rinascimentale e delle grandi scoperte geografiche. Presenta tre campagne: la campagna europea ("Il Vecchio Mondo"), la campagna italica ("Spicciolati d'Italia") e la campagna mondiale ("Mercator"). Ciascuna di esse propone mappe estese con il massimo numero ammissibile di regioni (199) e fazioni (31). Consigliato a tutti gli amanti dei game gestionali e della diplomazia stile "Europa Universalis", Machiavello rappresenta un capolavoro della comunità Italiana TW, in cui le vostre abilità gestionali saranno messe a dura prova da questo gioco, che risulta essere uno dei piu' riusciti nell'intero panorama delle mod per Medieval 2. Un particolare riguardo viene riservata alla diplomazia, grazie ad un'implementazione ragguardevole dell'IA.[1]
Download & Requisiti
Nella seguente tabella vengono segnalati alcuni link per il download della mod:
| NOME | LINK | AMBIENTAZIONE | |
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| 1 | Il Vecchio Mondo | Download | Europa Medievale |
| 2 | Spicciolati d'Italia | Download | Italia Rinascimentale |
| 3 | Mercator | Download | Medioevo Mondiale |
Per poter installare e successivamente giocare alla mod Machiavello sono necessari i seguenti requisiti:
- Configurazione minima necessaria (e consigliata): copia base di Medieval 2 Total War + Patch 1.2
- Compatibile con la Patch 1.3, con la Patch 1.4 (ovvero Kingdoms installato) e con la Patch 1.5
- Compatibile con altre mod eventualmente presenti, ma è comunque sconsigliabile l'installazione di più mod sulla stessa copia di Medieval 2 Total War
- Testato e ottimizzato per il sistema operativo Windows XP. Non ci sono garanzie di funzionamento o stabilità su altri sistemi.[2]
Il Vecchio Mondo
La campagna ha inizio nel tardo medioevo o primo rinascimento: Anno Domini 1414, l’anno in cui il Sacro e Romano Imperatore, Sigismondo di Lussemburgo, convoca a Costanza un Concilio universale, nel tentativo di trovare una via per uscire dal grave stato di incertezza in cui versa la cristianità.
Siamo infatti negli anni del Grande Scisma. Nel 1377 i cardinali riuniti in Concilio avevano eletto, nel giro di sessanta giorni, due papi: Urbano VI (residente a Roma), appoggiato da Impero, Inghilterra, Polonia, Ungheria e dai vari stati italiani; e Clemente VII (residente ad Avignone), sostenuto da Francia, Scozia, Castiglia e Aragona.
La situazione si è complicata ulteriormente nel 1409, anno in cui i cardinali presero nuovamente l’iniziativa e in un nuovo Concilio, a Pisa, dichiararono decaduti i due papi, eleggendone un terzo, Alessandro V. Il Grande Scisma si risolve infine con l’elezione di Martino V, riconosciuta da tutta la cristianità. Ma il clima di profonda incertezza e insofferenza religiosa che attraversa l’Europa non tarda a manifestarsi di nuovo…
In questi stessi anni, infatti, in Inghilterra e Germania cresce incessante l’avversione alla corrotta curia romana, che si accompagna ad una generale insofferenza sociale delle masse popolari e contadine. Oltre la Manica aumentano di giorno in giorno i Lollardi, seguaci delle predicazioni del letterato e teologo Jhon Wycliffe, mentre in Boemia si diffonde il movimento degli Ussiti, ispirato dalla dottrina del sacerdote Jan Hus. Sia Wycliffe che Hus, usando un linguaggio volgare di facile comprensione e forte seguito popolare, criticano aspramente le gerarchie ecclesiastiche e invocano una riforma morale del clero.
Il XV secolo è un periodo di grandi tribolazioni. Le rivolte dei contadini francesi e la ribellione del Galles fanno da sfondo alla fine dell’armistizio tra Inghilterra e Francia, pronte a riprendere la Guerra dei Cent’anni; l’Unione di Kalmar (Danimarca, Norvegia, Svezia) accusa i primi sintomi dell’insofferenza svedese alla dominazione danese; in Spagna, il Regno musulmano di Granada rischia di destabilizzare il già precario equilibrio tra le potenze cristiane iberiche e il Sultanato Merinido; in Italia è guerra continua tra “gli spicciolati”, e così pure tra le colonie genovesi e veneziane; nell’Egeo, l’Impero Bizantino rischia di crollare definitivamente sotto l’incessante avanzata ottomana, mentre i Khanati mongoli e turcomanni si fanno sempre più minacciosi in Medio Oriente.
Fazioni
Le fazioni ora presenti (tutte giocabili tranne lo Stato Pontificio) sono le seguenti:
- Regno d'Inghilterra;
- Regno di Scozia;
- Signoria di Irlanda;
- Regno di Francia;
- Unione di Kalmar;
- Sacro Romano Impero;
- Regno di Polonia-Lituania;
- Regno di Ungheria;
- Regno di Boemia;
- Magraviato di Brandeburgo;
- Ducato di Austria;
- Ducato di Borgogna-Fiandre;
- Principato di Moscovia;
- Khanato dell'Orda d'Oro;
- Khanato Timuride;
- Impero Bizantino;
- Impero Songhai;
- Impero Ottomano;
- Sultanato Mamelucco;
- Sultanato Merinide;
- Sultanato Hafside;
- Regno di Castiglia-Leòn;
- Regno di Aragona;
- Regno di Portogallo;
- Ducato di Milano;
- Repubblica di Venezia;
- Repubblica di Genova;
- Signoria di Firenze;
- Stato Pontificio;
- Regno di Napoli.
Altre modifiche
- Mediante il "Regions&ProvincesMod_v2.0" by sb2ean sono state aggiunte ben 69 regioni all'originale mappa di Medieval 2 Total War.
- La mappa è stata poi ulteriormente modificata, rinominando città/regioni e aggiungendo altre 15 regioni (principalmente nella penisola italica, rendendo la situazione politica più dinamica e imprevedibile, dato il particolarismo dell'epoca).
- Inseriti molti nomi di reali personaggi storici.
- Modificate le mappe e i testi di presentazione delle fazioni.
- Modificate le condizioni di vittoria.
Limitazioni del gioco
- Se si utilizza la Repubblica di Genova o il Regno di Aragona non sarà possibile avere alcuna missione dal Papa nè partecipare alle elezioni o altro, in quanto queste fazioni figurano come ortodosse.
- Maiorca è inespugnabile.
- Non si è curata la cronologia degli eventi storici (data delle invasioni di Mongoli e Tartari, scoperta del Nuovo Mondo, ecc.).[3]
Spicciolati d'Italia
| Spicciolati d'Italia |
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Anno del Signore 1441. La penisola italica è in tumulto.
Dopo decenni di incessanti conflitti, Milanesi e Veneziani hanno raggiunto una tregua. Francesco Sforza, generale in forza alla coalizione veneto-fiorentina, stipula un accordo con il Duca di Milano, Filippo Maria Visconti, che gli cede la mano della figlia Bianca Maria: Francesco Sforza diventa a tutti gli effetti l'erede del ducato di Milano. Ma la pace non può reggersi su un matrimonio e il duca di Milano già progetta di riconquistare le città di Bergamo e Brescia, finite recentemente in mano ai potenti Veneziani, e di ristabilire il controllo su Genova: la Superba si è infatti ribellata a Milano e ha recuperato l'indipendenza.
La Serenissima Repubblica di Venezia è la potenza maggiore dell'epoca, sia economicamente che militarmente. Al tradizionale dominio dei mari, si è associata di recente un mutamento nella politica territoriale: Francesco Foscari, Doge illuminato e determinato, ha allestito un possente esercito di mercenari e, stringendo alleanza con i Fiorentini, ha esteso i confini della Repubblica ben oltre il Lago di Garda. Ma alla minaccia Milanese si aggiungono altri grattacapi: il potere crescente degli Asburgo, duchi d'Austria che detengono anche il titolo di Imperatore; la rivalità della giovane ma ambiziosa Repubblica di Ragusa, per il controllo dell'Adriatico; e soprattutto la minaccia terribile degli Ottomani, che dopo aver messo in ginocchio l'Impero Bizantino puntano alla conquista dei Balcani.
Nel centro dell'Italia la situazione è più che mai caotica: il flebile controllo pontificio ha permesso a numerosi potentati locali di accrescere il proprio potere. Ma più di ogni altra cosa, a destabilizzare la politica è senza dubbio la profonda rivalità tra Firenze e Siena per il controllo della Toscana; i Fiorentini, sotto la dinastia dei Medici (che controllano saldamente la Repubblica, di fatto trasformata in Signoria), controllano le città portuali più ricche e sono tradizionali alleati dei Veneziani, mentre i Senesi, che sotto il governo dei Petrucci hanno esteso i dominii della propria Repubblica fino a Grosseto, sono più vicini alle posizioni del Papa.
Se al centro-nord si moltiplicano le scaramucce per spostare i confini di qualche miglio, al sud si combatte una guerra per il controllo di un regno intero. Gli Angioini di Napoli sono in gravissima difficoltà: attaccati dagli Aragonesi di Sicilia e Sardegna, hanno perduto molti territori, conservando solamente Napoli e l'Abruzzo (oltre naturalmente alla Provenza, che fa parte dei possedimenti personali degli Angiò). Come se non bastasse, il Principato di Taranto ha subito approfittato delle difficoltà del Re di Napoli, Renato I, per rendersi indipendente.
Uno scenario aperto ad ogni possibilità si profila per potenze secondarie ma in grande sviluppo, come il nord-ovest per il Ducato di Savoia (che territorialmente non ha nulla da invidiare a Milano e Venezia), la Pianura Padana per il Marchesato di Ferrara, la Dalmazia per i Banati di Croazia e Bosnia, la Tunisia per i musulmani della dinastia Hafside.
Mercator
| Campagna Mercator |
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L'Europa sta vivendo anni di guerra totale. Le Guerre d'Italia, iniziate con l'invasione francese del Regno di Napoli sul finire del XV secolo e tuttora in corso di svolgimento, hanno segnato il tramonto dell'equilibrio degli "Spicciolati d'Italia" ossia dei tanti piccoli potentati che governavano la Penisola. Ora il Mezzogiorno (comprese la Sicilia e la Sardegna) è divenuto un feudo della Spagna, mentre Venezia conserva solo pochi territori nel Veneto e nella Dalmazia minacciata dall'avanzata Ottomana; il Milanese è invece conteso tra la Francia di Francesco I e l'Impero di Carlo V, destinati a scontrarsi in una guerra di dimensioni ormai continentali.
L'Europa orientale è il teatro di un altro scontro, che vede i cattolici Jagelloni di Polonia (detentori di un vastissimo regno che comprende anche la Boemia, l'Ungheria, la Lituania e l'Ucraina) farsi strenui difensori contro l'avanzata islamica degli Ottomani nei Balcani e quella ortodossa dei Principi di Moscovia, ormai giunti sino a Novgorod. Ma i Russi puntano anche ad Est, con l'obiettivo di sottomettere le molte tribù nomadi che popolano le steppe e le foreste oltre gli Urali.
L'Inghilterra e l'Unione di Kalmar sono i regni nordeuropei più attivi nell'esplorazione geografica dell'emisfero settentrionale; iniziano a circolare mappe sempre più dettagliate del Nord America, ove vivono molte tribù di nativi riuniti nella Confederazione Irochese. Ma i veri dominatori degli oceani sono il Portogallo e la Spagna. I Lusitani hanno costruito un vero monopolio commerciale mondiale, fondato sulla supremazia navale e rafforzato dalla moderna artiglieria, e dominano incontrastati i porti, le rotte e i traffici che collegano Lisbona all'India, passando a sud dell'Africa; gli Spagnoli invece puntano sull'esplorazione delle Nuove Indie, ma a differenza dei Portoghesi progettano la costituzione di un vero impero, con la sottomissione dei millenari imperi del centro-sud America: gli Aztechi, i Maya e gli Inca.
L'Africa è il teatro della nascita, apogeo e crollo di una moltitudine di imperi. Mentre il Maghreb è conteso tra i marocchini Wattasidi e i tunisini Hafsidi, dediti alla pirateria contro i regni cristiani d'Europa, il territorio subsahariano assiste al trionfo dell'Impero Songhai, anch'esso musulmano; gli islamici dominano fino alla valle del Nilo, dove i Mamelucchi regnano da più di due secoli ma stanno collassando sotto gli attacchi degli Ottomani, e lungo la costa orientale del continente africano. Al dominio della mezzaluna si oppongono strenuamente gli imperi cristiani di Etiopia (ortodosso) e del Congo (cattolico), mentre sopravvivono i piccoli regni pagani di Oyo in Guinea e di Mutapa in Zimbabwe.
L'Asia è una terra infinita e affascinante, patria dei più grandi imperi partoriti dalla storia. Nel Medio Oriente infuria la lotta tra Ottomani e Safavidi per il dominio dell'Iraq, una disputa che assume un valore simbolico essendo i due imperi i massimi rappresentanti del potere islamico sunnita e sciita; in Transoxiana si sono insediati gli Uzbeki, che hanno costretto i Timuridi capeggiati da Babur a spostarsi in Afghanistan, da dove progettano l'invasione dell'India e la fondazione di un nuovo Impero Moghul (mongolo) ai danni dell'emergente regno indiano e induista di Vijayangar; in Indonesia dominano i Siamesi di Ayutthaya, mentre in Cina è al trono già da alcuni secoli la dinastia Ming, responsabile di un'esplosione demografica nelle proprie province, al fine di costituire un immenso esercito di soldati-contadini in grado di opporsi alle ricorrenti invasioni dei Mongoli del Khagan e dei Giapponesi dello Shogun, questi ultimi in piena guerra civile già dalla fine del Quattrocento.



