Per Ronin si intendono tutti quei giocatori della serie Total War non ancora iscritti ad alcun clan. Tale definizione trae origini dal significato storico della parola Ronin nella cultura giapponese. Questa dicitura viene usata specialmente per indicare chi può e chi non può partecipare alle Clan Wars [1].
Storia e significato
| I 47 Ronin |
|---|
![]() |
Rōnin (浪人), letteralmente "uomo alla deriva" o "persona che impara a diventare samurai", è un termine giapponese che designava il samurai decaduto, rimasto senza padrone o per la morte di quest'ultimo o per averne perso la fiducia.
Nel Giappone moderno il termine può indicare lo studente che ha fallito l'esame di ammissione all'università o, nel gergo delle corse, un pilota senza scuderia. La parola mantiene quindi una valenza spregiativa, in Giappone, salvo il caso dei cosiddetti "Quarantasette rōnin", le cui gesta, realmente avvenute intorno al 1701, furono narrate prima nel Chushingura, un'opera jōruri (teatro delle marionette), e successivamente in rappresentazioni di kabuki (commedia danzata). La leggenda si è in seguito impadronita dei personaggi, trasformandoli in esempi viventi del bushidō, cioè dell'etica samurai che costituisce tuttora uno dei cardini morali della società giapponese [2].
I Quarantasette Ronin
I quarantasette ronin erano alle dipendenze di un Daimyo o anche signore feudale, Asano Naganori, di Ako. Questo nobile e altri due suoi pari erano stati convocati a Edo, alla corte dello shogun per ricevere un inviato dell’imperatore che risiedeva a Kyoto. I tre furono mandati da un altro Daimyo, che era un esperto del cerimoniale di corte a imparare l’etichetta. Gli altri due Daimyo diedero al maestro di cerimonie il nobile Kira, magnifici doni; ma il nobile Asano, non considerandolo necessario non ne portò alcuno. Così facendo, kira, per tutto il periodo dell’istruzione gli rivolse terribili insulti, minacce, finchè il 21 aprile 1701 Asano persè la pazienza e pugnalò Kira senza nessuna esitazione. Kira fortunatamente ricevete una ferita superficiale, ma lo Shogun si irritò a tal punto che ordinò ad al nobile Asano di suicidarsi prima del tramonto. Asano senza fare nessun cenno obbedì senza proferire parola al comando dello shogun. Appena i suoi quarantasette seguaci armati udirono della fine del loro padrone, indettero una riunione speciale per decidere il dafarsi. Il loro capo, Oishi Yoshio, riuscì a convincerli a non fare nulla per il momento, aspettando il momento più opportuno per agire. Così i quarantasette ronin per un intero anno si dispersero, senza far sapere nulla di loro. Alla fine Oishi prese una decisione: decisè che era il momento di agire, infatti, la notte del 30 gennaio 1703, i quarantasette conquistarono il castello di kira, uccidendolo per il loro padrone. In quella stessa notte, piazzarono la testa del morto sulla tomba del nobile Asano, come un’offerta sacrificale. Appena lo shogun prese notizia di ciò che stava accadendo a sua insaputa, decisè che i quarantasette ronin non potevano farsi beffa della legge. Ordinò quindi a tutti di fare “seppuku”, ovvero suicidio rituale tramite sventramento, il fatto successe nel marzo del 1703 [3].

