| TOTAL WAR : SHOGUN 2 | ||||
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| NOME | Total War : Shogun 2 | |||
| SVILUPPO | The Creative Assembly | |||
| PUBBLICAZIONE | SEGA | |||
| DATA | 15 Marzo 2011 | |||
| PEGI |
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Total War: Shogun 2 è il settimo capitolo della rinomata serie Total War della britannica The Creative Assembly, pubblicato da SEGA. Ambientato nel XVI secolo in Giappone, è il seguito del primo capitolo della saga, Shogun Total War. Il nuovo gioco è ambientato nell'epoca Sengoku, caratterizzata dalle lotte tra i vari clan per il dominio sul Giappone. Il giocatore ha a disposizione 10 clan presenti come fazioni giocabili, ognuno con una posizione e un potere politico e militare differente dall'altro. Come è tipico della serie Total War, anche Shogun 2 è un misto di strategia a turni e battaglie in tempo reale [1].
La scala del gioco non è più mondiale, se Empire Total War comprendeva l'America, l'Europa e il Subcontinente indiano, Shogun 2 è ambientato nel solo Giappone. Il gioco presenta caratteristiche che contribuiscono allo sviluppo dei personaggi in maniera simile a un gioco di ruolo, i generali infatti acquisiranno tratti diversi a seconda dello svolgimento della partita. Il giocatore dovrà portare al predominio la propria nazione, facendo attenzione a non infrangere i codici d'onore giapponesi e a non infangare il nome della famiglia. Una novità sono le cosiddette unità di "eroi", con personaggi ispirati a figure storiche giapponesi, come il monaco guerriero Benkei. Gli eroi potranno ingaggiare duelli sul campo di battaglia. The Creative Assembly si è servita, come già fece per il primo Shogun, della collaborazione dell'esperto di storia e tradizioni giapponesi Stephen Turnbull, docente di Religione giapponese alla Leeds University [1].
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Tabella dei contenuti
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Ambientazione
| Tokugawa Ieyasu |
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Il gioco è ambientato durante l'epoca Sengoku (戦国時代 Sengoku Jidai) detta anche periodo degli stati combattenti. Tale fu un periodo di vasta crisi politica che il Giappone dovette fronteggiare dal 1478 e che si protrasse fino al 1605. Fu un'epoca in cui l'isola era diviso in tanti piccoli feudi costantemente in guerra tra loro. L'inizio dell'Era Sengoku si ebbe con lo scoppio della guerra di Onin (1467-1477) durante la quale le continue rivolte dei Daimyo assestarono duri colpi alle fondamenta del potere amministrativo del Giappone, fino allora detenuto dallo Shogunato Ashikaga. Ogni Daimyo fondò un proprio stato, in guerra con tutti gli altri, armato con un proprio esercito, formato da migliaia di uomini, spesso contadini reclutati nei propri appezzamenti. Le guerre sempre più cruente e devastatrici aumentavano nel corso degli anni e alla fine del 1550, si arrivò ad avere un numero largamente ridotto dei daimyo ancora al potere, che passò da 300 a meno di 20. Tra le numerose battaglie combattute sono da menzionare quella tra il clan Takeda e quello Uesugi, quelle di Tokugawa Ieyasu, che unificò la parte ovest del Giappone e le guerre di Oda Nobunaga (1534 - 1582), sotto il cui controllo il Giappone ritrovò la via dell'unificazione parziale ma non certo senza spargimenti di sangue [1].
Con l'assassinio di Nobunaga, per mano di Akechi Mitsuhide, Ieyasu e Toyotomi Hideyoshi si spartirono le province, cosa che comportò l'inizio di una nuova guerra civile. Hideyoshi, che non poteva assumersi la guida totale del paese a causa delle proprie umili origini scelse per se un appellativo meno altisonante ma di egual potere: "reggente dell'Imperatore" ossia kanpaku; intorno al 1590 Hideyoshi inizia le Campagne di Corea ufficialmente per ampliare l'impero ma in realtà con lo scopo di indebolire i propri avversari politici impegnandoli in una guerra all'estero. Inizialmente i samurai giapponesi ebbero la meglio ma quando la Cina iniziò ad impegnarsi nel conflitto il sogno di conquista svanì. Hideyoshi morì e fu formato il Consiglio dei Cinque Reggenti con lo scopo di consegnare l'impero al proprio erede quand'egli sarebbe stato maggiorenne. Il Consiglio dei Reggenti era in sostanza un senato speciale composto da cinque daimyo, i più potenti, reciproci avversari che non sarebbero mai stati d'accordo tra di loro e che non si sarebbero lasciati manovrare da altri sia interni che esterni al consiglio. Hideyoshi aveva calcolato bene la nomina dei cinque rappresentanti ma ne aveva sottovalutato uno: Tokugawa Ieyasu. Dopo mille peripezie, intrighi e colpi di scena nel giro di due anni dalla morte di Hideyoshi l'impero era nuovamente spaccato.Tale periodo finì con l'ascesa allo shogunato di Tokugawa Ieyasu nel 1603 dando quindi inizio al periodo Edo. I Tokugawa amministreranno il Giappone fino alla seconda metà del XIX secolo [1].
Il gioco
Siamo nel Giappone medievale del XVI secolo. Il paese, un tempo guidato da un governo unificato, è ora diviso in una moltitudine di clan in guerra. Nel ruolo di un daimyo, la massima carica di un clan, dovrai attuare manovre militari, economiche e diplomatiche per raggiungere l'obiettivo finale: riunire il Giappone sotto il tuo dominio assoluto e diventare il nuovo shogun, l'indiscusso sovrano del paese. [2]
| FAZIONI GIOCABILI |
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Grafica e Audio
- Animazioni: Le unità saranno composte da un totale di 52 differenti ossa (il che equivale ad un 25% in più rispetto ai precedenti capitoli)
- Unità: Supporto di 56.000 uomini in battaglia con 30 unità gestibili al posto delle classiche 20
- DirectX: Supporto delle librerie grafiche DirectX 9, 10, 11
- Colonna Sonora: Ritorno del compositore Jeff van Dyck autore delle colonne sonore di Rome e Medieval 2 Total War.
Battaglie
Per quanto riguarda le battaglie in prima persona, il gioco riprende molte delle novità introdotte nei precedenti capitoli. Ovviamente però numerose sono anche le novità apportate al gioco rendendolo molto equilibrato:
- IA: Intelligenza Artificiale basata sull'arte della guerra di Sun Tzu
- Unità: Diminuita a 30 (circa) la rosa di unità disponibili per fazione per garantire una maggiore semplicità
- Eroi: In battaglia sarà possibile schierare degli eroi (possono combattere contemporaneamente contro diverse unità normali)
- Battaglie Navali: Introduzione delle battaglie costiere
- Assedi: I castelli avranno delle strutture uniche in base alla situazione e alle condizioni delle loro strutture
- Fortezze: Saranno implementati 3 tipi di fortezze (di costa, di pianura e di montagna) e potranno avere fino a 5 livelli difensivi
- Battaglie Notturne: Reintroduzione delle Battaglie Notturne
- Discorsi del Generale: Reintroduzione dei discorsi del generale prima della battaglia (oltre 100.000 nuovi discorsi)
Fazioni giocabili
Il gioco, nella sua versione base, presenta 9 fazioni giocabili in campagna. Altri Clan, come per esempio gli Hattori o gli Ikko Ikki sono sbloccabili solo attraverso l'edizione limitata di Shogun 2 oppure attraversoDLC. Di seguito sono elencate le caratteristiche principali di questi Clan: [3]
| MON | NOME CLAN | CARATTERISTICHE | |
|---|---|---|---|
| 1 | Oda | Ashigaru con morale migliorato e costi di reclutamento ridotti | |
| 2 | Shimazu | Fedeltà generali migliorata, costi di reclutamento per samurai con katana ridotti | |
| 3 | Mori | Flotta superiore e con ridotti costi di reclutamento | |
| 4 | Tokugawa | Metsuke migliorati, ninja kisho superiori, migliori rapporti diplomatici | |
| 5 | Takeda | Cavalleria superiore e con ridotti costi di reclutamento | |
| 6 | Uesugi | Monaci superiori e con ridotti costi di reclutamento, migliori introiti commerciali | |
| 7 | Date | Carica migliorata, samurai nodachi superiori e con ridotti costi di reclutamento | |
| 8 | Chosokabe | Arcieri superiori e con ridotti costi di reclutamento, migliori introiti dalle fattorie | |
| 9 | Hattori | Ninja superiori e con ridotti costi di reclutamento | |
| 10 | Hojo | Monaci guerrieri superiori, unità di ashigaru più numerose, ma meno abili in combattimento | |
| 11 | Ikko Ikki | Ashigaru più numerosi ma più deboli, monaci guerrieri superiori |
Battaglie Storiche
Come tutti i precedenti capitoli della serie, anche Shogun 2 presenta delle battaglie storiche affrontabili in prima persona.
Battaglia di Kawagoe (1545)
Per la fine del XVI secolo, il clan Hojo era riuscito ad espandersi nella provincia di Kanto, un territorio precedentemente sotto l'influenza dei suoi rivali, gli Uesugi. Nel 1545, in un tentativo di riprendere il possesso dei territori perduti, i due rami sopravvissuti del clan Uesugi, e cioè gli Yamanouchi e gli Ogigayatsu, si unirono con Ashikaga Haruuji, ex alleato e traditore degli Hojo. Gli Uesugi, 85.000 uomini circa, assediarono il castello di Kawagoe, il cui controllo gli avrebbe consentito di poter gestire le importanti difese del nord degli Hojo. Alla guida di una guarnigione di 3.000 uomini c'era Hojo Tsunanari, il quale riuscì ad avvertire dell'assedio suo fratello Hojo Ujiyasu, che era al comando di un esercito di 8.000 uomini. Sebbene ancora sovrastati nel numero, l'unica possibilità per i fratelli Hojo era quella di sorprendere con un attacco notturno gli Uesugi, ormai convinti della vittoria. Quest'attacco rischioso ebbe l'effetto desiderato, e gli Uesugi e i loro alleati dovettero soccombere. Ogigayatsu Tomosada fu ucciso durante la battaglia e questo determinò la fine della sua famiglia. Gli Uesugi, a causa della sconfitta, finirono con l'andare pericolosamente vicini all'estinzione. [3]
Battaglia di Kawanakajima (1561)
La rivalità cominciò quando le conquiste di Takeda Shingen causarono l'espulsione degli alleati Uesugi, Murakami Yoshiharu e Ogasawara Nagatoki, dai rispettivi feudi, e i Takeda cominciarono a minacciare i confini stessi di Uesugi Kenshin. Dopo un certo numero di schermaglie senza esito, Kenshin decise di lanciare un grande attacco per liberarsi, finalmente, di Shingen. L'esercito di Kenshin, di 18.000 uomini, fu posizionato sul monte Saijoyama, che dava direttamente sul castello di Shingen; Kenshin non sapeva di aver preso di sorpresa Shingen, solo con una piccola guarnigione a disposizione. Shingen, assente in quel momento, seppe della mossa di Kenshin e si mosse per supportare il castello con 20.000 guerrieri, facendo attenzione a tenere il fiume tra le sue truppe e le protezioni di Kenshin. Una volta tornato all'interno delle mura, Shingen provò a intrappolare Kenshin in un movimento a forbice, ma la mossa fu anticipata e l'esercito di Kenshin riuscì ad irrompere nelle fila difensive dei Takeda. La leggenda racconta che Kenshin e Shingen finirono con l'incontrarsi faccia a faccia in battaglia e, colto di sorpresa nella sua tenda di comando, Shingen combattè in difesa finchè un servitore riuscì a infilzare il cavallo di Kenshin e a metterlo in fuga. Nessuna delle due fazioni riuscì a riportare la vittoria in quanto, a dispetto del fatto che gli Uesugi dovevano affrontare attacchi ai fianchi, anche i Takeda avevano perso molti generali importanti in battaglia. La 4° Battaglia di Kawanakajima registrò il più alto numero di perdite rispetto a qualsiasi altra battaglia del periodo Sengoku Jidai. [3]
| Atakebune del XVI secolo |
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La seconda battaglia di Kizugawaguchi (1578)
Gli Ikko-Ikki si rivelarono essere una gran spina nel fianco per Oda Nobunaga. Avevano una dedizione fanatica, nessuna paura di morire per quello in cui credevano e molti potenti alleati che, guarda caso, erano anch'essi nemici degli Oda. La loro fortezza principale era Ishiyama Hongan-Ji, alla foce del fiume Yodo, ed erano supportati dai Mori, un clan dotato di una formidabile potenza navale. Oda Nobunaga aveva iniziato l'assedio di Hongan-Ji nel 1576, ma dovette affrontare una massiccia opposizione. Nel tentativo di indebolirli, allestì un blocco navale per fermare i rifornimenti Mori, isolando i monaci. Nonostante il generale incaricato delle operazioni navali fosse Kuki Yoshitaka, che aveva dimostrato un grande valore a Nagashima, la flotta Oda fu letteralmente surclassata dalla superiorità dei Mori. In un secondo tentativo, Yoshitaka decise di non utilizzare la tradizionale struttura di una flotta e, invece, utilizzò sei giganti del mare, commissionati appositamente, completamente rivestiti di lastre metalliche. Queste venivano chiamate "O-Atakebune" ed erano più grosse delle normali Atakebune, già di per sé enormi. Tuttavia, la battaglia evidenziò il loro punto debole: quando una delle navi veniva abbordata, la ciurma correva ad occupare le posizioni sul lato invaso, e questo improvviso spostamento del peso provocava il capovolgimento dell'imbarcazione! In ogni caso le O-Atakebune si dimostrarono comunque molto valide, contribuendo a battere i Mori e isolare gli Ikko-Ikki, lasciandoli privi di rifornimenti. Senza aiuto e alleati, questi terminarono presto le proprie risorse e furono costretti a capitolare nel 1580, concedendo ad Oda Nobunaga la tanto sospirata vittoria. [3]
Il terzo assedio di Nagashima (1574)
Oda Nobunaga considerava i ribelli Ikko-Ikki una vera minaccia, da eliminare ad ogni costo, se voleva governare il Giappone. Ikko-Ikki era una setta fondamentalista religiosa formata da sacerdoti, contadini e agricoltori che combattevano per l'indipendenza e contro i signori della guerra, samurai che devastavano le loro terre. Nel 1571, Nobunaga lanciò una campagna contro di loro attaccando il loro complesso di edifici a Nagashima. Tuttavia, i suoi uomini furono ostacolati dal terreno fangoso, che li rese vulnerabili e li costrinse alla ritirata. Un secondo tentativo fu fatto nel 1573, ma questa volta un violento acquazzone che inzuppò i moschetti a miccia dell'esercito di Oda e un rapido contrattacco da parte degli Ikko-Ikki, li costrinse ancora una volta alla ritirata. Nel 1574 Oda cambiò tattica, questa volta affiancando alle sue forze terrestri una flotta navale comandata da Kuki Yoshitaka. Le navi di Kuki bombardavano le difese degli Ikko-Ikki con frecce infuocate e allo stesso tempo impedivano il passaggio di approvvigionamenti o rinforzi. Intanto, le forze di terra prendevano i loro forti, fino ad ottenere il controllo della parte occidentale dell'isola. A questo punto, gli Ikko-Ikki si trovarono chiusi in un angolo dell'isola. Senza rifornimenti né vie di fuga, gli Ikko-Ikki facevano la fame, mentre i loro nemici costruivano intorno a loro un'alta palizzata. Gli Oda diedero poi fuoco alla palizzata, bruciando vivi tutti coloro che si trovavano al suo interno. [3]
Battaglia di Nagashino (1575)
Nel 1575, una forza combinata Oda e Tokugawa di 38.000 soldati fu inviata in aiuto del Castello Nagashino, assediato da Takeda Katsuyori. Anche se l'esercito Takeda, composto da 15.000 soldati, era in grave inferiorità numerica, la sua cavalleria era incredibilmente potente e temuta dai due alleati, che in precedenza avevano subito una sconfitta per mano loro sul campo di Mikatagahara. Oda Nobunaga aveva a disposizione 3.000 soldati con moschetti a miccia e credeva che un solido muro di archibugieri avrebbe potuto fermare la carica della cavalleria Takeda. Le forze alleate erano posizionate davanti al fiume Rengogawa e Oda Nobunaga costruì una palizzata di legno per proteggere i suoi uomini dalla carica nemica. Takeda Katsuyori inviò all'attacco la sua cavalleria, ritenendo che la pioggia avrebbe reso la maggior parte delle armi inutili e che quelle che ancora avessero funzionato non avrebbero potuto essere ricaricate con sufficiente rapidità per una seconda raffica. Tuttavia, i moschetti di Nobunaga rimasero asciutti e riversarono i loro colpi sulla cavalleria Takeda, rallentata anche dalle rive scoscese del fiume, mettendola in fuga e mettendo fine all'assedio di Nagashino. [3]
| Oda Nobunaga |
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Battaglia di Okehazama (1560)
Nel 1560, Imagawa Yoshimoto, un grande signore della guerra, fece marciare un esercito di circa 25.000 soldati verso Kyoto. Egli aveva fatto spargere la voce che il suo esercito fosse composto da un numero molto maggiore di soldati, per incutere timore nei cuori dei potenziali nemici, e il suo esercito aveva già preso le fortezze di frontiera di Washizu e Marune del clan Oda. Oda Nobunaga era il governatore della provincia di Oda, ma la sua ascesa al potere era stata controversa ed egli doveva ancora provare il proprio valore. I suoi esploratori gli avevano riferito che l'esercito nemico stava celebrando le recenti vittorie ballando e bevendo in una gola della foresta chiamata Dengaku-Hazama. Anche se il suo esercito era in grave inferiorità numerica, Oda giustamente sospettava che il numero dei soldati di Imagawa fosse stato grandemente esagerato e si rese conto che, mentre erano accampati a Dengaku-Hazama, c'era la possibilità di prenderli di sorpresa. Ignorando i suoi consiglieri, che gli chiedevano di arrendersi, piazzò di fronte alla gola un piccolo esercito con molti stendardi, per dare l'impressione che quella fosse la sua armata principale. Allo stesso momento, un'armata composta di 3.000 uomini attraversava di nascosto la foresta sul retro dell'accampamento di Imagawa, aiutata anche da un'improvvisa tempesta. Non appena questa finì l'aggiramento, l'esercito Oda si precipitò dentro l'accampamento. Gli uomini di Imagawa stavano in effetti ancora festeggiando, furono colti di sorpresa e ne furono così sconvolti che scapparono in tutte le direzioni, dimenticando completamente la loro disciplina e il loro addestramento. Imagawa Yoshimoto si trovò dunque indifeso all'interno della propria tenda ed ignaro di ciò che stava accadendo fuori. Stava osservando le teste che aveva raccolto come trofei nell'ultima battaglia e, sentendo il trambusto, pensò semplicemente che i festeggiamenti degli ubriachi fossero sfuggiti di mano. Uscendo dalla tenda, scambiò uno degli uomini di Nobunaga per uno dei suoi e gli ordinò di tornare al suo posto. Realizzò il suo errore in tempo per schivare la lancia del samurai, ma fu rapidamente decapitato da un altro. Alla fine della battaglia rimasero solo due dei funzionari Imagawa e, sapendo di essere stati battuti, si unirono alle forze di Oda Nobunaga con le loro truppe rimaste in vita. Uno di questi uomini era Tokugawa Ieyasu, che rimase un alleato di Oda Nobunaga per tutta la vita ed ebbe un'ottima carriera. [3]
Battaglia di Sekigahara (1600) - Presente anche nella Demo
Prima della sua morte, Toyotomi Hideyoshi, unificatore del Giappone, istituì il Consiglio dei cinque reggenti affinchè governasse fino a quando il suo erede, Hideyori, avesse raggiunto la maggiore età. Tuttavia, uno degli anziani, Tokugawa Ieyasu, non volle accettare come shogun Toyotomi Hideyori, dato che i Toyotomi erano di origini contadine. Bramando tutto il potere per sé, Tokugawa si mise contro i membri del consiglio lealisti, compreso Ishida Mitsunari. Presto si formarono due partiti; il lato orientale, di Ieyasu e il lato occidentale, di Mitsunari. Entrambe le parti cercarono di ottenere l'aiuto di Kobayakawa Hideaki e di altri daimyo più moderati. Nella battaglia di Sekigahara, gli eserciti di Ieyasu e di Mitsunari si scontrarono, entrambi in attesa che Hideaki appoggiasse la loro causa. Data la sua posizione, Hideaki poteva circondare o unirsi all'esercito di Ieyasu. Rendendosi conto che il suo coinvolgimento sarebbe stato cruciale per l'esito della guerra, Hideaki ignorò l'invito di Ishida Mistunari a unirsi a lui, ma non ebbe nemmeno fretta di aiutare i Tokugawa. Per convincerlo ad entrare in azione, Tokugawa Ieyasu ordinò alle sue truppe di far fuoco su Hideaki, una scommessa che diede i suoi frutti, dato che questo si decise ad unirsi all'esercito di Ieyasu! L'assalto alle postazioni orientali che ne seguì fece cambiare immediatamente di parte quattro generali, indebolendo gravemente le forze orientali, che ben presto crollarono. Dopo la battaglia molti generali orientali si tolsero la vita, il loro leader, Ishida Mitsunari, fu giustiziato e molti persero i loro feudi, che andarono ai sostenitori di Tokugawa. Ieyasu stesso divenne shogun, mettendo fine al periodo Sengoku Jidai. Il suo clan governò il Giappone fino al Rinnovamento Meiji, nel 1867. [3]
Contenuti scaricabili
Ikko Ikki Clan Pack
| Ikko Ikki DLC |
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Il pacchetto clan Ikko Ikki aggiunge il leggendario clan di monaci guerrieri a Total War: SHOGUN 2 e molti contenuti totalmente nuovi da usare nelle diverse modalità di gioco:
Il clan di monaci guerrieri Ikko Ikki:
- Un nuovo clan da usare nella campagna e nelle battaglie personalizzate, nelle modalità giocatore singolo e multigiocatore.
- 8 nuove varianti di unità specifiche del clan Ikko Ikki.
- Nuove abilità
- Nuovo agente monaco Ikko Ikki con il suo specifico albero di abilità.
Il pacchetto clan Ikko Ikki include anche:
- L'unità Monaca Guerriera – può essere reclutata da qualsiasi clan tranne l'Ikko Ikki
- Un nuovo eroe: il Monaco Guerriero Naginata
- Nuova battaglia storica: Nagashima (Ikko Ikki contro Oda)
- Set armatura Ikko Ikki per l'Avatar – comprende cappuccio, tuniche e schinieri.
- Nuovi servitori da usare in modalità Conquista avatar.
Pacchetto unità Sengoku Jidai
Il pacchetto unità Sengoku Jidai di Total War: SHOGUN 2, aggiunge 10 nuove unità d'elité da usare nelle diverse modalità di gioco di SHOGUN 2. Una volta acquistato il contenuto, sbloccherai tutte e 10 queste versatili unità per le modalità campagna multigiocatore e giocatore singolo, alle condizioni riportate qui sotto. Saranno anche disponibili in modalità Carriera dell'Avatar e in modalità Battaglia a giocatore singolo, quando si giocherà con il clan appropriato.
- Unità samurai antiproiettile - clan Date
Serve un vero samurai per caricare contro una raffica di moschetto e sopravvivere!
- La corazza antiproiettile li rende molto resistenti ai moschetti a miccia.
- La corazza pesante li rende lenti
- Resistenza dell'armatura e difesa in mischia molto alte
- Ottimi contro la cavalleria
- Attacco in mischia nella media
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di yari
- Armeria
- Monaci maratoneti - clan Uesugi o Ikko Ikki (il clan Ikko Ikki richiede il pacchetto di clan Ikko Ikki, disponibile su Steam)
La fede forgia il corpo e crea potenti guerrieri.
- Veloci negli spostamenti e resistenti alla fatica
- Efficaci contro fanteria e cavalleria
- Difesa in mischia molto alta
- Vulnerabili contro fanteria armata di katana e proiettili
Requisiti di produzione in modalità campagna (clan Ikko Ikki)
- Religione Ikko
- Tempio di Jodo Shinshu
- Terreni di prova
Requisiti di produzione in modalità campagna (clan Uesugi)
- Religione buddista
- Tempio buddista
- Terreni di prova
- Mortai a mano - clan Hojo
I mortai a mano possono lanciare colpi a parabola sulle teste delle truppe in arrivo, anche al di là di alte mura.
- L'alta parabola di tiro è utile per attaccare unità dietro le mura
- Le ridotte dimensioni dell'unità e le statistiche basse li rendono molto vulnerabili in mischia
- Morale basso
- Vulnerabili alla cavalleria
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Fabbro d'armi
- Armeria
- Cannoniere - clan Shimazu
Per alcuni bersagli un semplice moschetto è una mancanza di rispetto. Molto meglio usare un cannone.
- Gli enormi moschetti sono in grado di danneggiare pesantemente unità ed edifici.
- Le unità sono deboli numericamente e vulnerabili in mischia.
- Vulnerabili alla cavalleria
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Fabbro d'armi
- Armeria
- Razziatore wako - clan Mori
La pirateria insegna a combattere con l'inganno e in maniera disonesta. Un comandante saggio utilizza queste capacità.
- Possono posizionarsi fuori dell'area di schieramento
- Possono tirare rimanendo nascosti e nascondersi praticamente dappertutto
- Buon attacco in mischia e buon morale
- Resistenza dell'armatura e difesa in mischia deboli
- Vulnerabili contro cavalleria e proiettili
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di spadaccini
- Porto militare
- Archibugieri a cavallo - clan Tokugawa
Questi samurai a cavallo hanno dei moschetti a miccia e possono sparare una salva mortale per poi allontanarsi al galoppo.
- Danno a distanza molto elevato
- Buona precisione di tiro ma caricamento lento
- Nella media in mischia
- Vulnerabili contro unità appiedate di tiratori
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Scuderie
- Fabbro d'armi
- Banditi - clan Hattori (il clan Hattori è disponibile solo nell'edizione limitata di Total War: SHOGUN 2)
Il banditismo insegna molte cose utili in guerra, come colpire il nemico di sorpresa da una posizione inaspettata.
- Possono tirare rimanendo nascosti
- Possono nascondersi praticamente dappertutto
- Possono camminare rimanendo nascosti
- Deboli in mischia
- Vulnerabili contro la cavalleria
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di arcieri
- Cosca criminale
- Ashigaru con omi yari - clan Oda
Questi uomini hanno lance lunghissime, praticamente delle picche, che li rendono estremamente pericolosi per la cavalleria.
- Eccellenti contro la cavalleria
- Buona unità difensiva
- Vulnerabili contro proiettili e fanteria armata di spada
- Morale basso
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di lancieri
- Accampamento
- Cavalleria di fuoco - clan Takeda
Questa cavalleria è come una spada nelle mani del generale, pronta a penetrare nelle linee nemiche come una lama.
- Efficace contro la cavalleria
- Efficace contro la fanteria
- Velocità superiore alla media
- Debole contro lance e naginata
- Vulnerabili contro moschetti a miccia e archi
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di cavalleria
- Terreni di prova
- Samurai daikyu - clan Chosokabe
Quando arco e arciere sono una cosa sola, tutto è possibile.
- Gittata eccezionale
- Molto accurati, provocano danno più elevato
- Caricamento lento
- Vulnerabili contro la cavalleria
- Difesa in mischia debole
Requisiti di produzione in modalità campagna
- Dojo di arcieri
- Tenuta da caccia
Campagna Rise of the Samurai
| L'alba dei Samurai |
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Ambientata 400 anni prima della violenta guerra civile descritta in SHOGUN 2, la campagna Rise of the Samurai è basata sulla Guerra Genpei, un conflitto scoppiato tra sei leggendari clan delle famiglie Taira, Minamoto e Fujiwara. La guerra portò alla nascita del primo shogunato e all'ascesa dei samurai quale classe dominante.
Curiosità
- Il gioco è il primo titolo della serie Total War a cambiare l'ordine del nome. Infatti si chiama Total War: Shogun 2 e non Shogun 2: Total War;
- Nella campagna sono presenti anche fazioni europee (Nanban) con le quali è possibile commerciare (comprando anche la polvere da sparo);
Materiale Multimediale







